indirizzo: Via San Maria delle Grazie, 26

Ingresso : Chiusa dal 2009 causa terremoto

Descrizione

La chiesa, che domina la piazza principale del paese, fu edificata nel Cinquecento per volere dei conti Belprato, casata di mecenati ed umanisti che dominarono in Anversa dalla fine del XV alla prima metà del XVII secolo. In particolare la facciata è stata edificata tra il 1540 e il 1587, come indicato in tre lapidi poste sullo stesso fronte.
L’edificio originario ha però subito varie modifiche, eseguite soprattutto nel XX secolo, che hanno riguardato essenzialmente la zona presbiteriale e l’abside. Nel terremoto della Marsica del 1915 cadde la volta a botte lunettata della navata centrale e, sempre nella prima metà del secolo, vennero rimossi il tumulo in pietra di Costanza e Gianvincenzo Belprato e l’altare maggiore che occupavano il centro del presbiterio. Agli anni ‘70 del Novecento risalgono, infine, le ultime modifiche che hanno dato al sacro tempio l’aspetto attuale.



Esterno

La chiesa presenta una facciata in pietra squadrata a coronamento orizzontale, di stile romanico tipico della scuola aquilana, racchiusa a destra da una parasta angolare e a sinistra dal campanile a pianta quadrata - con quattro monofore a tutto sesto e altrettante campane - che, più in basso, presenta un tondo ad altorilievo con l’Eterno Padre. Il fronte è diviso orizzontalmente da una cornice marcapiano aggettante che si arresta prima del campanile: nella parte inferiore, in posizione centrale, spicca il portale rinascimentale e in asse, in quella superiore, il rosone. Il portale, a tutto sesto, è racchiuso da una cornice decorata da figure umane e tralci di foglie intercalati da fiori che si uniscono, in chiave d’arco, intorno al monogramma berardiniano. All’esterno due colonne corinzie scanalate e rudentate su alti basamenti decorati, ribattute da lesene con motivo a candelabro, sorreggono la trabeazione con decorazioni vegetali. Nel fastigio centrale, un bassorilievo in pietra, inquadrato da volute, della Deposizione di Cristo sorretto da due figure femminili; ai lati, in corrispondenza delle sottostanti colonne, le sculture di Sant’Onofrio sulla sinistra e San Girolamo sulla destra. Il rosone (1585), ad arcatelle trilobate prive delle colonnine radiali, presenta una cornice riccamente decorata in cui emergono internamente un tralcio di acanto che si attorciglia in volute attorno a piccoli fiori e, all’esterno, un festone floreale. Sulla ghiera gli stemmi dei Belprato – Orsini e della città di Anversa.

Interno

L’interno è a tre navate con abside rettangolare e transetto non sporgente. Le navate sono divise da due grandi colonne per lato, su cui poggiano arcate a tutto sesto: la nave centrale, con soffitto piano, è più alta delle laterali, coperte da volte a crociera costolonate. Il transetto, rialzato di poco rispetto all’aula, è diviso in tre campate da pilastri cruciformi che sostengono la cupola a pianta circolare. Sull’altare maggiore è esposta la riproduzione del Trittico d’Anversa – l’originale, di ignoto autore di scuola fiorentina o marchigiana della prima metà del XVI secolo, fu trafugato nel 1981– tempera su tavola di forma rettangolare raffigurante l’Incoronazione della Vergine con San Tommaso, che riceve la cintola, e gli Apostoli intorno al sepolcro vuoto, mentre ai lati sono San Michele Arcangelo e San Francesco d’Assisi. Nell’abside è il cinquecentesco tabernacolo ligneo intagliato, a tempietto con numerose nicchie, la cui doratura fu realizzata nel 1664 dal maestro De Picchi di Pescasseroli. Nelle due navate laterali sono disposti altari del XVI, XVIII e XIX secolo; di maggior pregio artistico quelli della navata destra. Di particolare rilievo è quello di San Rocco, con la pregevole statua del Santo in terracotta policroma invetriata del 1530, opera dei pignatari, nome con cui erano conosciuti i ceramisti anversani. Nell’altare del SS. Crocifisso (1522) è conservato un crocifisso di epoca tardo rinascimentale. Su di esso vi sono due frammenti del demolito sepolcro cinquecentesco dei Belprato e, alla base, l’iscrizione funeraria con dedica del marito all’amata moglie. Nella navata sinistra sono conservati altri resti del tumulo: alcune parti a terra vicino all’ingresso, altre con simbolo radiato di San Bernardino e due angioletti sotto l’altare di fondo; qualche frammento è stato invece inserito alla base della scala in muratura che raccorda internamente il piano della chiesa con la porta del campanile di facciata. Appoggiato ad una delle colonne, sulla sinistra della navata centrale, è il pulpito ligneo del XVIII secolo attribuibile alla scuola sulmonese dei Mosca. Di pregevole fattura e di grande valore artistico è l’organo con 27 canne in stagno finissimo realizzato dal maestro organaro Domenico Antonio Fedeli da Camerino nel 1753 e collocato sopra la porta d'ingresso della chiesa, in una cantoria lignea sorretta da due colonne in pietra su alti basamenti. Tra le suppellettili liturgiche della chiesa, una croce processionale d’argento dorato di fine XV – inizi XVI secolo, opera della scuola orafa sulmonese, come documentato dal punzone con le lettere SUL impresso sulle lamine metalliche; oggi si conserva nel Polo Culturale Civico Diocesano di Santa Chiara a Sulmona.