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Descrizione

Nel tratto murario fra le porte Pazziana e San Nicola i maestri comacini fabbricarono edifici a schiera di grandi ed insolite dimensioni, esempio tipico di casa-fortezza: le cosiddette case dei “Lombardi”. In generale questo tipo di costruzione era diffuso nell’architettura centro- settentrionale del periodo: è costituito da singole strutture fortificate, inserite nella cerchia muraria, che mettevano anche in evidenza il prestigio della famiglia che le possedeva. Esse, pur non rispondendo ad una precisa funzione difensiva, permettevano comunque di colpire dall’alto eventuali aggressori e - sviluppandosi in altezza - di non occupare grandi estensioni di terreno: nelle zone montuose, infatti, era molto importante mantenere libere quanto più possibile le terre per la coltivazione.
Oggi queste costruzioni sono purtroppo quasi completamente alterate da rimaneggiamenti operati in epoche successive; è ancora leggibile la struttura angolare addossata alla cinta muraria trecentesca.



Note Storiche

Furono edificate dai maestri comacini, da cui il nome “Lombardi”, tra il 1480 e il 1520, quando il paese era sotto la signoria della famiglia dei conti Belprato. Già dagli inizi del Quattrocento maestranze lombarde iniziarono ad arrivare in Abruzzo per costruire edifici civili e religiosi; esempi del loro importante operato si trovano anche a Sulmona. La loro presenza si rafforzò quando, a seguito del sisma del 1456, ci fu richiesta di maggiore manodopera per la grande mole di ricostruzioni. Arrivarono scalpellini, artisti, raffinati scultori che portarono al loro seguito anche collaboratori, dai semplici muratori ad artigiani più specializzati i quali, a differenza dei maestri che tornarono al nord, si stabilirono nei centri abruzzesi in cui avevano lavorato. A loro ed ai successori si deve la realizzazione di una serie di costruzioni che caratterizzano l’antico borgo: i palazzetti nel Largo di Porta Pazziana, numerosi palazzetti-torre, decorazioni di portali, monofore e bifore.