indirizzo: Via dei Normanni, Anversa 67030

Ingresso: Proprietà privata. Abitato nel periodo estivo con possibilità di visita su richiesta

Descrizione

I resti del castello medievale, con i ruderi dell’alta torre, dominano il paese.
La struttura originaria doveva essere costituita da un recinto pentagonale irregolare, con torre quadrata sul versante montano ed un solo ingresso carrabile a Sud; aveva forse un palatium interno, vista la funzione di curia.
Durante la prima metà del XIII secolo il palatium fu esteso verso la torre con l’aggiunta di un nuovo corpo di fabbrica e, lungo le mura di recinzione, furono costruite delle torrette rompitratta.  
Agli inizi del Trecento venne realizzata la scarpata dell’intero recinto difensivo e furono modificate la struttura abitativa e la torre-mastio, che da quadrata divenne pentagonale con il puntone rivolto verso la montagna: tali interventi furono dettati dalla necessità di adeguare l‘apparato architettonico difensivo alle nuove tecniche di attacco.
Nel XVI secolo, tra le altre cose, furono creati un nuovo ingresso ed un giardino sopraelevato, trasformata la corte interna in un ulteriore giardino ed eretta una torretta con scala circolare di raccordo tra i due piani. Alla seconda metà del secolo risale la realizzazione di una piccola cappella gentilizia, intitolata a Santa Maria in Parapasso.
Il castello fu fortemente danneggiato dal terremoto del 1706, tanto che nel Catasto della Terra di Anversa del 1754 viene descritto come “diruto e di veruna rendita”.
Sono tuttora visibili: il rudere della torre puntone, di cui restano solo due lati senza aperture con tracce di beccatelli su uno dei prospetti; un basso ambiente di collegamento tra la torre e il complesso abitativo: quest’ultimo si presenta come un corpo parallelepipedo con diverse finestre balconate o quadrate ed un portale a sesto ribassato del XVI secolo, sormontato dallo stemma in pietra dei Belprato-Della Tolfa-Orsini; infine il giardino a due livelli con la torretta di collegamento.



Note Storiche

Costruito nel XII secolo dai Normanni in posizione strategica – e già citato nel Catalogus Baronum redatto nel 1150 – aveva funzione di avvistamento e di difesa in quanto, in allineamento ottico con il castello dell’Orsa (Roccacasale), controllava uno degli accessi meridionali alla piana Peligna, quello dalla Valle del Sagittario. Il castello fu poi a lungo presidio dei Di Sangro, titolari della contea da metà XII secolo fino alla prima metà del XV, che lo ampliarono e fortificarono ulteriormente. In questo periodo ebbe funzione di curia feudale: il re normanno, o un suo rappresentante, vi giudicava i vassalli e trattava cause penali e civili. La sua posizione lo rendeva facilmente raggiungibile sia dalla conca Peligna che dagli altopiani interni dominati dai Di Sangro. Alla fine del XV secolo passò ai conti Belprato, nuovi signori di Anversa. Sotto di loro il palazzo fu nuovamente modificato e visse un momento di grande splendore culturale, divenendo asilo di letterati e scienziati. Ospitò personaggi illustri quali Torquato Tasso (1585-1588) e - tra il 1593 ed il 1606 - lo scienziato Fabio Colonna. Ai Belprato successero i Di Capua (XVII secolo): secondo la tradizione sotto il governo di don Titta Di Capua tornarono in uso le usanze più brutali e vili come lo jus prime noctis tanto che, per una vendetta nei suoi confronti, il castello fu bruciato. Anche Gabriele D'Annunzio nel 1896 visitò il fortilizio e, rimanendo colpito dal contesto ambientale delle gole del Sagittario che lo circondano, vi ambientò "La fiaccola sotto il moggio".